Guida semiseria al tuo primo viaggio in bicicletta

Stai pensando di partire per il tuo primo viaggio in bici ?In questo articolo ti racconto il mio e ti spiego perché non dovresti partire.

Non so cosa sia andato storto esattamente, per essermi ritrovato, un giorno, a pedalare contro vento e pioggia, in una sconosciuta stradina di campagna danese: era il mio primo viaggio in bicicletta.

L’ultimo mio viaggio in solitaria era stato in Lapponia, e allora non avrei mai potuto immaginare che il prossimo sarebbe stato ancor più avventuroso.
A parte come si utilizzasse, non sapevo niente su quel mezzo e, probabilmente, se non fosse stato per il cicloturista americano che aveva appena finito di girare tutto il Sud America in bicicletta, sarei ancora nell’atrio del reparto bagagli ingombranti dell’aeroporto di Copenaghen, cercando di capire come gonfiare le gomme.

Quindi, vorrei condividere questa mia non conoscenza con voi, nel caso aveste in mente di intraprendere questa avventura, mettervi in guardia dal fare il vostro primo viaggio in bici, in pratica.

Come organizzare un viaggio in bicicletta

La cosa più importante per affrontare un viaggio in bicicletta è avere una bicicletta.
Se, dopo aver rovistato bene in casa, avete proprio appurato di non averne una, potete anche acquistarla.
Sulle specifiche tecniche, come avrete intuito, potrei stare a parlare per ore, ma non vorrei dilungarmi troppo, per cui mi limiterò a quella più importante e imprescindibile: assicuratevi che la vostra bicicletta abbia due ruote. Io ne ho acquistata una di seconda mano, questa:

Il mio viaggio in bicicletta

Se porterete qualcosa con voi in viaggio, tipo l’abito della prima comunione, dovrete comprare anche delle borse laterali (tipo queste) da montare sul portapacchi; insomma quelle che rendono figa la bicicletta e quindi il viaggio, per intenderci.

Una volta che vi sembrerà tutto sistemato, e se già sapete come andarci sopra, siete pronti per.. smontare la bici a pezzi.
Si, smontarla, perché le compagnie aeree non accettano bici intere, ma solo smontate e chiuse nelle apposite custodie.
Ora, se non avete tanti soldi a disposizione per comprarne una, ma godete invece di tanta sfacciataggine, potete elemosinare cartoni vuoti ai grandi magazzini, anche questi vanno bene. Anche perché, se come me, pedalerete un itinerario da un punto A a un punto B, non sapreste dove metterla una custodia tanto grande durante la vostra pedalata; i cartoni, invece, potete buttarli una volta atterrati.

Smontare la bicicletta per un viaggio

(Puoi saltare questo paragrafo se stai leggendo per semplice diletto e non hai intenzione di affrontare davvero un viaggio in bicicletta)
Le mosse principali da effettuare per smontare una bicicletta sono:

  • estrarre il manubrio e attaccarlo al telaio tramite fascette o scotch (non il liquore)
  • girare la forcella
  • montare i pedali in senso opposto, quindi verso l’interno
  • abbassare il sellino
  • smontare le ruote, fissandole al centro del telaio sempre tramite fascette o scotch, (la ruota posteriore con la corona rivolta verso l’interno)
  • proteggere con della carta a bolle da imballaggio tutte le parti fragile della bici, quali eventuali freni a disco e corone

Più facile a dirsi che a farsi, quindi, mi raccomando, se non l’avete mai fatto, non riducetevi all’ultima notte per impacchettare la vostra bici, altrimenti andrete nel panico, soprattutto se dovrete fare un collage di cartoni per chiuderla.
E soprattutto non dimenticate di sgonfiare le gomme, perché doverlo fare davanti al banco del check-in, in seguito alla sollecitazione della hostess di turno, potrebbe risultare alquanto complicato.

Il risultato, spero per voi, sarà migliore di cosi:

Info tecnica: se non avete voglia di perdere tutto questo tempo e fatica, potete anche rivolgervi a qualche agenzia che vende viaggi organizzati, così potrete noleggiare la bici nella città di partenza e restituirla in quella di destinazione, e loro penseranno anche a trasportarvi i bagagli in ogni tappa; cosi potrete viaggiare leggeri e spensierati.

Comunque se opterete per la prima opzione e avete eseguito tutti i passaggi sopra indicati, con un po’ di fortuna, a questo punto, dovreste essere riusciti ad imbarcarvi.
Non rilassatevi troppo in aereo, perché nella stiva, nel caso lo aveste dimenticato, avete dei pezzi di alluminio da riassemblare.
Tutto quello di cui avete bisogno per rimontare la bici è.. un po’ di fortuna..(oltre ad un gonfietto e una chiave multitool). Il vostro americano di turno che ha pedalato tutto il mondo, e che non si capisce perché ancora non abbia partecipato al tour de France, sarà lì ad aiutarvi, ehm cioè, sarà lì a rimontare da solo la vostra bicicletta.. e gratis.

Bene, finalmente il vostro viaggio in bicicletta può cominciare, saranno 630 km di pura avventura.

Lungo la pista ciclabile che collega l’aeroporto al centro di Copenaghen, non gonfiate troppo il petto quando tutti, anche i pedoni, si fermeranno e vi daranno la precedenza; non è perché sono accecati dalla vostra bellezza mentre ve ne state a bocca aperta su quel sellino, ma perché qui si usa così: le biciclette hanno la precedenza.

Dopo aver dormito la prima notte nell’ostello prenotato mentre eravate in volo, visitate un po’ Copenaghen se volete, ma vi avverto, a fine viaggio sarà la cosa meno interessante che avrete visto.

Viaggi facili in bici: l’itinerario Copenaghen-Berlino per le due ruote.

L’ itinerario ciclabile che collega la capitale danese con quella tedesca fa parte del circuito eurovelo, la rete di percorsi ciclistici a lunga percorrenza che collega tutta l’Europa e che, purtroppo, in Italia è poco conosciuta. In particolare questa tratta di 630 chilometri, fa parte del percorso eurovelo 7 o Sun route, che parte da Capo Nord, in Norvegia, e finisce nell’isola di Malta.
Ecco il sito ufficiale della ciclabile che unisce Berlino e Copenaghen.
E’ “venduto” come un viaggio abbastanza facile da affrontare in bici, addirittura come una opzione per una vacanza in bicicletta con i bambini.. ma non fatevi abbindolare troppo.

Ecco solo alcune delle mille esperienze che potranno capitarvi in sole due settimane di viaggio in bici, spese con il sedere dolorante sul sellino, e non comodamente seduto sul divano di casa


Inizialmente potreste avere qualche problema ad orientarvi e a scegliere la strada giusta, sprecherete qualche chilometro, ma poi vi abituerete e imparerete a leggere i segnali dedicati e non avrete più bisogno neanche di consultare le mappe gps scaricate sul vostro telefono o l’opzione bici di google maps.

Non vi scoraggiate neanche se avrete l’impressione di pedalare sempre contro vento e pioggia e in leggera salita, perché inizierete a gioire e ad essere grati ogni qualvolta vi troverete nella situazione opposta.


Talvolta capiterà di dover accelerare il vostro passo; è perché avete un temporale dietro che vi insegue.

Un’ altra volta, invece, dovrete fare del vero e proprio cross per raggiungere uno dei punti più spettacolari della Danimarca, Møns Klint, perché non avete visto la strada riservata alle bici : niente panico; sarà divertente lo stesso, anche con le borse ai lati e le gomme lisce e sottili che vi ritrovate.

Sicuramente avrete portato con voi più dell’essenziale, oltre al vestito della prima comunione, anche quello della cresima che ancora non avete fatto, quindi, ogni qual volta vi fermerete, avrete problemi a mantenere la bici in equilibrio ma, dopo un po’, vi stupirete di voi stessi per i progressi fatti, anche nello smontare e rimontare i bagagli sul portapacchi ad inizio e fine giornata.

Classico esempio di quando la bici cade (sullo sfondo una delle migliori spiagge della Danimarca)
Piccola interruzione pubblicitaria, durante il mio tour in bicicletta ascoltavo musica grazie ad ‘Amazon music’, ora c’è questa offerta speciale, ve la consiglio 😉

Una varietà di meravigliosi paesaggi naturali si alternerà intorno a voi e la vostra bicicletta durante il vostro tour. Non hanno niente di particolarmente interessante, infatti non ci sono turisti, ma ne rimarrete affascinati proprio per questo, per poterne godere da soli, immergendovi in ogni singolo metro che attraverserete.

Lungo il percorso non troverete punti ristoro con spugnaggio, ma dei baldacchini incustoditi con miele o marmellate genuine, che potrete prendere semplicemente lasciando i soldi indicati nel salvadanaio locato.. si, non li conoscete, ma gli agricoltori danesi si fidano di voi.. ehm forse è proprio questo il motivo.

Dormirete ogni notte in un posto differente, principalmente bed&breakfast e camping; avete la vostra tenda con voi, ma dopo aver pedalato buona parte del giorno sotto la pioggia, avrete bisogno di una doccia calda.

Quando nel pomeriggio, arrivati a destinazione, andrete a sgranchire le braccia, non domi, facendo canoa nel lago vicino, assicuratevi che la finestra della vostra stanza sia chiusa, altrimenti, a sera, il vostro passatempo rischierà di essere quello di schiacciare le migliaia di zanzare che hanno trasformato il colore della parete da bianco a nero.

Se siete fortunati potreste risparmiare dei soldi facendovi ospitare gratuitamente da un perfetto sconosciuto contattato sull’applicazione warmshowers, una specie di couchsurfing pensata apposta per cicloturisti. Dovrete fare una piccola deviazione sul percorso, ma in compenso avrete un letto comodissimo, una cena calda, una colazione con torta fatta in casa, e il tutto in una tipica abitazione che sembra appena uscita da una fiaba. E pensare che i tedeschi sono quelli sempre arrabbiati.

Conoscerete, appunto, tante persone e tante storie. Con un ciclista condividerete un pezzo di strada e qualche biscotto, con un altro, sordomuto, che sta pedalando in direzione opposta, solo qualche sensazione, facendovi capire come meglio saprete.

Mentre sarete in attesa dell’ imbarcazione che vi trasporterà sull’altra sponda del fiume, potrà capitarvi di intrattenervi con un fotografo interessato alla vostra storia e, tra qualche anno, magari, ritrovarvi immortalati con la vostra bicicletta su chissà quale rivista nel mondo.

All’inizio del vostro tour sarete pieni di energie ma non esagerate con i chilometri giornalieri o, appena arrivati in Germania, potrà venirvi una gran febbre, e sarete costretti a passare la notte al quarto piano di un letto a castello, nel peggior ostello di Rostock, in compagnia di qualche camionista; la mattina seguente, pur di lasciarlo, vagherete sotto la pioggia con una bicicletta di due tonnellate, cercando di capire come raggiungere la stazione, fino a quando, una coppia di gentili vecchietti non avrà pena di voi. E allora vi farete scortare fin dentro il treno che vi porterà alla prossima tappa del vostro itinerario, perché febbricitanti come siete, non riuscite a comprare un biglietto del treno, figuriamoci a fare sessanta chilometri in bicicletta.

Magari darete la colpa di tutto ciò al cibo, perché riflettendoci su, hot dog e birra non sono proprio i carboidrati e i liquidi ideali per viaggiare in bici. Ma riflettendoci ancor meglio, no, non è quello, perché voi l’alcool lo reggete bene.

Comunque ripartirete, lasciando tutti i malanni alle spalle. Vi dimenticherete di tutto quando sarete affiancati da alcuni daini che saltellano baldanzosi.
Avrete raggiunto, quindi, l’apice della felicità, quando pedalando, inizierete a fischiettare sorridenti senza nemmeno accorgervi di starlo facendo.
Allora anche il ricordo di quei chilometri percorsi in più, con la speranza di poter gustare il miglior gelato danese, prodotto in una remota fattoria poi trovata chiusa, vi sembrerà piacevole.

Arriverete così a Berlino, e la troverete molto più bella di Copenaghen perché avrà il sapore del successo.
Ce l’avete fatta, da soli, dopo tante peripezie e tante avventure il vostro viaggio è concluso.

Avrete il tempo di esplorare la città, di viverla, di entrare in un pub ed assistere ad uno spettacolo di giovani comici e farvi dei nuovi amici. Pedalerete per le strade di notte come un qualsiasi abitante del posto, vi sentirete un berlinese.
Le mille paure che vi assalivano prima della partenza neanche le ricordate più.
Avrete capito che pianificare tutto nei minimi dettagli prima della partenza è stato completamente inutile e che, quindi, anche leggere questa guida semi-seria al vostro primo viaggio in bicicletta lo è stato.

Allora sono riuscito a dissuadervi dal partire per il vostro primo viaggio in bicicletta?

Non andate, non partite per un tour in bicicletta, non ne vale la pena, meglio stare con il sedere sul divano. Dovreste essere ancora in tempo a voltare le spalle e rientrare in aeroporto.

P.S. : se non ci fossi ancora riuscito vi ricordo che a fine viaggio avrete dei pezzi di alluminio da disassemblare e riporre nei cartoni elemosinati ai grandi magazzini tedeschi.
O in alternativa potete tornare con flixbus, che sui propri mezzi dispone di spazio apposito per le bici, senza bisogno di smontarle (bonus tip per aver letto fino in fondo).

Ti è piaciuto il racconto del mio viaggio in bicicletta? Fammelo sapere nei commenti 🙂

Iscriviti alla news-letter, ti avviserò ogni volta che pubblicherò un nuovo articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...