Viaggio in Lapponia low-cost (costo zero o quasi)

Sognate di fare un viaggio in Lapponia ma credete sia troppo cara? Vi racconto la storia del mio viaggio nella Lapponia finlandese sperando di ispirarvi e darvi qualche consiglio per risparmiare.

“La Finlandia è il paese più felice al mondo” dicevano gli studi.
“Non è possibile” rispondeva la gente, “non hanno il sole, fa freddo e sono introversi”.
“Una visita è d’obbligo” pensai io.

E cosi partii.
Cioè, non subito. Prima dovevo trovare i voli, confrontare i prezzi, stilare un itinerario di viaggio, acquistare i biglietti e..aspettare ; era metà Gennaio e il volo era a inizio Marzo.
Avevo prenotato un volo Lufthansa fino a Helsinki con scalo a Monaco, duecentoquaranta euro a/r. Caspita, avevo esaurito tutto il budget, cioè, non tutto, ma una buona parte.
Comunque aspettai, aspettai, aspettai. Cioè, non aspettai solamente, nel frattempo facevo anche altro.
Arrivò finalmente il giorno della partenza, presi lo zaino e..caspita mi accorsi che era vuoto. Intento com’ero ad aspettare mi dimenticai di prepararlo e dovetti farlo la mattina stesso.
Ma riuscii a partire.

Ecco il diario del mio viaggio in Lapponia low cost..quasi a costo zero

03 Marzo: il viaggio in Lapponia ha inizio

Primo volo non low-cost della mia giovane carriera da viaggiatore, riflessione: credo che bisognerebbe prendere più spesso voli di linea, per abituarcisi; altrimenti si corre il rischio di fare brutte figure con le hostess, ad esempio, chiedendogli se lo snack che vi stanno offrendo sia gratuito, e in tal caso ne prendete due. A me non è successo, ma è un rischio nel quale si potrebbe incorrere.

Atterrare all’aeroporto di Monaco con un volo Lufthansa è bellissimo. Avete a disposizione succhi, caffè, giornali, computer e tutto gratuitamente. Io non ne ho usufruito, ma vi consiglio il succo a mela, è buonissimo.
Sul secondo volo, quando siamo in prossimità di atterrare ad Helsinki, ormai a sera, lo scenario che mi si presenta dal finestrino dell’aereo è quello di una città completamente innevata, illuminata da tante piccole luci. Primo wow del mio viaggio.
Fuori dall’aeroporto una signora finlandese, credo lavori all’aeroporto, mi aiuta indicandomi il bus da prendere per raggiungere il centro e quindi casa di Tomi.
Ah, Tomi è un ragazzo finlandese, non lo conosco e mi ospiterà per la notte. L’ho contattato tramite Couchsurfing, una piattaforma dove puoi trovare gente in tutto il mondo disposta ad ospitarti a casa propria in cambio solo della tua compagnia sostanzialmente. No, quando scrivo compagnia, non intendo niente di sconcio; Couchsurfing è una piattaforma per viaggiatori, nata per aiutarsi a vicenda.

Raggiunta casa di Tomi senza troppe difficoltà, fatta una prima conoscenza e scambiati i convenevoli (gli ho portato un pacco di taralli) poso lo zaino e andiamo al pub a pochi isolati da casa per cenare. Prendiamo la pizza, in mio onore. Gli racconto che la pizza migliore è sempre la Margherita, ma ne prendo una con i frutti di mare sopra.
Rientrati a casa Tomi mi dice: “Andiamo in sauna“. E io penso: “Wow, bello, ma dove sarà la sauna in un appartamento cosi piccolo?”. Cosi usciamo dalla porta d’ingresso e, scendendo le scale, ci dirigiamo verso lo scantinato. Attraversiamo un lungo corridoio, poi una palestra ben attrezzata, poi una piscina e infine ecco la porta d’accesso alla sauna; tutto è a disposizione di ogni inquilino del palazzo..e mio. “Wow” penso, noi in Italia paghiamo il “condominio” solo per aver riservata una sedia alle riunioni e poter assistere, così, dalla prima fila alle zuffe che seguiranno, e lo scantinato lo usiamo solo per buttarci tutto quello che non ci serve, tipo la collezione dei 45 giri di Peppino Di Capri.


Entriamo in sauna, rigorosamente nudi e muniti di birra ghiacciata: così la fanno i finlandesi.
Poco dopo arriva un signore, grasso e nudo. Mi imbarazzo un po’, lui per niente.
Iniziamo a parlare, in realtà loro non vorrebbero; vorrebbero solo rilassarsi da buoni finlandesi quali sono, ma io non posso saperlo.
Mi spiegano che “sauna” è l’unica parola finlandese conosciuta in tutto il mondo e che solo in Svezia non la chiamano così per via della rivalità che sussiste tra i due popoli. Mi spiegano altro, ma non ricordo bene cosa perché soffro troppo il caldo per prestare tanta attenzione.

Andiamo a dormire. Io dormo sul divano, non è comodo, ma è gratis, e sono felice; che gran bella prima giornata che ho avuto.

04 Marzo

La mattina Tomi va a lavoro, è un informatico, io a zonzo per Helsinki, per poi rincontrarci la sera.
Devo vedere la città in un giorno perché a mezzanotte ho il bus per andare a nord, in Lapponia.
Quindi cammino tanto e osservo; attorno a me i principali edifici sono tutti in ristrutturazione, ricoperti da teli mesh che ne oscurano le facciate. In un parco alcune famiglie che si divertono nella neve attirano piacevolmente la mia attenzione.

Nel tardo pomeriggio, raggiungo Tomi al suo negozio. E’ il secondo lavoro, più un hobby che un secondo lavoro. Vende borse per la spesa in materiale riciclato, con sopra stampe di propri disegni o aforismi. Aspettiamo per l’intero orario di apertura, due ore, qualche cliente che non arriverà.
Finita l’angoscia si torna a casa che tra un po’ è di nuovo tempo di rimettersi in viaggio.

05 Marzo

Autobus notturno ‘Onnibus‘, trovato navigando online su siti finlandesi.
Helsinki-Rovaniemi cinquantuno euro a/r, non male considerando gli ottocento e passa chilometri che dividono le due città.

Il bus è mezzo vuoto e infatti dispongo di due poltrone.
Le prime ore trascorrono al buio, cercando di dormire; impresa riuscita solo in parte grazie agli unici finlandesi logorroici esistenti, seduti dietro di me.
Quando albeggia e, man mano che ci spostiamo a nord, il panorama attorno, seppur inizialmente sorprendente, assume sempre di più la forma di una monotona flora innevata.
A metà strada ci fermiamo per una sosta nel bel mezzo della Finlandia. Attorno tutta neve, e io, faccio quello che avrebbe fatto chiunque, compro un gelato.

Arrivo in Lapponia

Arriviamo dopo nove ore circa di viaggio, ma non le ricordo come un tempo interminabile. Quando affronti un viaggio così lungo vorresti sempre fare tante cose, ma alla fine non concludi mai niente. Comunque arrivo a destinazione un po’ stanco.

Ho un paio di ore a disposizione prima di dover prendere un altro autobus che mi porterà a Lohiniva, un piccolo paese dove alloggerò per tre giorni in una fattoria.

Sono sopra il circolo polare artico, è tutto bianco, anche le strade dove circolano le automobili. Penso di non aver mai visto così tanta neve. Arrivo fino al centro di Rovaniemi per una rapida esplorazione; è la città più grande e turistica della Lapponia. Compro un paio di guanti in uno di quei negozi che vendono articoli di seconda mano. La signora, che conosce la mia città, Salerno, mi regala qualche cartolina, o perché le sono simpatico o perché le faccio pena; credo più la seconda.

Il bus ‘Matkahuolto‘ mi porta fino a Lohiniva, che scopro essere qualcosa di più piccolo di un villaggio. Lì mi aspetta Jukka, in macchina con suo padre, per portarmi alla fattoria. Anche qui non pagherò per dormire.
Ho trovato l’annuncio della casa di Jukka su Airbnb, ma gli ho chiesto di poterlo aiutare con qualche lavoretto per non pagare il soggiorno.

Jukka è un ragazzo tra i trenta e i quarant’anni. Prima viveva in città, a Rovaniemi, ma decise di abbandonarla per adottare uno stile di vita più tranquillo. Lo stato gli diede la fattoria che ha poi ristrutturato pian piano e, i vicini, che tanto vicini poi non sono, qualche animale da allevare.
Il posto è magico, c’è questa casetta rossa immersa nella neve, come in un film.
Oltre a Jukka e il padre, trovo una ragazza spagnola, amica di Jukka, e una coppia di novelli sposi francesi, ospiti paganti.
Mangiamo della zuppa e pane fatto in casa.

Prima di andare a dormire esco fuori la porta e faccio pochi passi affondando nella neve fresca; non troppi altrimenti rischierei di perdermi nel buio. Alzo lo sguardo e..”wow”, non ho mai visto cosi tante stelle nel cielo. Ci sono più stelle che cielo, anche qualcuna cadente. Rimango alcuni minuti con gli occhi all’insù, fermo nel freddo a contemplare quel quadro.

Dovremmo istituire una notte all’anno nelle città italiane con i lampioni spenti ed osservare il cielo; per ricaricarci e dimenticare per un attimo i problemi che la vita ci presenta.

Dormo al piano di sopra questa sera. La mia stanza è divisa da quella della coppia francese solo da una spessa tenda scura; spero di non disturbarli troppo. Il letto non è il massimo ma dormirò profondamente, sempre più felice.

Fattoria di Jukka. Viaggio in Lapponia

06 Marzo

Sveglia presto, ma non troppo; colazione abbondante, troppo.
Dopo sono subito alla stalla, perché parte del mio compito sarà pensare agli animali della fattoria. Oltre a tre cani e un gatto, infatti, ci sono anche capre, caprette e galline. Dargli da mangiare, sistemare la stalla e assicurarmi di chiuderla per bene sarà il mio lavoro. Gioco con qualche capretta, sono dolcissime e intelligenti. Mi prometto di non mangiare più carne di capretto, ma d’improvviso l’immagine di mia zia con il mattarello in mano il giorno di Pasqua, mi terrorizza; vedremo.

Più tardi con Jukka e la ragazza spagnola montiamo gli sci e partiamo per una piccola esplorazione; piccola per Jukka, non tanto per noi altri. Monto degli sci sottili, per neve dura, quasi da competizione.

Attraversiamo la foresta tra pini, abeti e betulle. Sudo perché il mio giubbotto è troppo pesante. Arriviamo alla piccola baita di Lohiniva, dove mi aveva lasciato il bus ieri. Jukka mi offre una cioccolata perché non ho il portafoglio con me; mi sento un po’ in colpa per continuare a scroccare.

Nel pomeriggio, dopo cena, Jukka, munendomi di cuffie per riparare i timpani, mi delizia con una esibizione live privata di batteria, che si trova nella stanza dove ho dormito ieri.
La sera invece arriva Valentin, altro ospite francese, mio coetaneo. Viaggia anche lui da solo, ma in macchina. Diventa mio complice, facciamo la sauna e ci tuffiamo nudi nella neve. Rischio di rompermi un ginocchio per l’euforia.

Questa notte dormo al piano di sotto. La coppia è andata via e Jukka ha chiuso il piano superiore per risparmiare sul riscaldamento. Il mio letto è sotto la finestra, con una vista in grado di sciogliere il cuore. Ed è gratis.

07 Marzo

Valentin sa sciare, la missione sugli sci oggi sarà più impegnativa. Ma Jukka mi fornisce di sci in legno più adatti alla neve che c’è fuori, che però devo indossare con degli anfibi di due misure più grandi della mia. Mi dà anche una giacca e un paio di guanti appropriati: sono pronto.

Sciamo tanto e cado tanto; è colpa degli anfibi che mi calzano grandi.. anche.
Non riesco ad orientarmi, Jukka ci guida tra scenari pittoreschi. Sciamo per un po’ lunga una distesa ghiacciata che sembra infinita, sono le sponde di un fiume, poi rientriamo nella foresta. Arriviamo alla cima di una collina, tunturi in finlandese, la vista è pazzesca. Il tempo di rifocillarci, con noi i cani, e giù, sciando fino a casa.

Sono esausto e bagnato per le tante cadute, ma ce l’ho fatta. Jukka mi dirà dopo, in sauna, che è rimasto piacevolmente sorpreso dalla mia resistenza; ho sopperito con quella alla mia mancanza di tecnica.

Durante il mio viaggio in Lapponia ascoltavo Amazon Music. Solo Puffin ti darà..ah no quello è un altro

08 Marzo

Oggi restiamo a casa, nel pomeriggio ho il bus per andare ancora più a nord. Aiutiamo Jukka con qualche lavoretto.
Al momento della partenza sono molto triste, vorrei rimanere. Ci salutiamo promettendoci che sarei tornato, magari in estate. Valentin mi accompagna in auto alla fermata del bus. La destinazione è Kaamanen, un altro villaggio.

A Kaamanen mi accoglie una signora. No, a ben vedere è un transgender. Si chiama Maria ed è tedesc.. . L’ho trovata su couchsurfing, dovrebbe ospitarmi e portarmi a fare dog sledding, tutto gratuitamente. Ha tanti husky, sono in un recinto, felici e accucciati in buche scavate nella neve.
Nella piccola cabina dove Maria alloggia ci sono invece i cuccioli appena nati, ma anche una gran puzza. Sono quasi sollevato dal sentirmi dire che non potrò dormire lì, ma in una pensione vicina. Saranno i primi soldi spesi per pernottare durante questo viaggio.

Il piccolo hotel è gestito da una coppia di anziani, ed è praticamente vuota perché lavora principalmente in estate; infatti ho un piano intero a disposizione solo per me. La stanza non è male e c’è anche una cucina. Prezzo di favore quaranta euro circa a notte.

QUESTO DIARIO DEL MIO VIAGGIO IN LAPPONIA E’ UN PO’ LUNGO. SE VUOI PUOI SALVARLO E CONTINUARE A LEGGERLO IN UN SECONDO MOMENTO. L’AURORA BOREALE E BABBO NATALE POSSONO ATTENDERE

09 Marzo

E’ il giorno del giro in slitta con gli husky. Mi sveglio presto e raggiungo, a piedi, casa di Maria, seguendo la strada statale. C’è il sole e attorno a me neve alta, di tanto in tanto passa qualche automobile.

Maria mi dà indicazioni su come manovrare la slitta e mi “rincuora” dicendomi che chiunque, alla fine, è stato in grado di guidarla.
Credo di aver capito, mi accingo a posizionare i piedi sugli sci e i cani partono..senza di me. Maria li rincorre e riesce a fermarli. Torna arrabbiatissima, inizia ad urlarmi contro. E’ una strana situazione, non mi ci sono mai ritrovato in viaggio. Vorrei trovare una giustificazione e ad ogni modo scusarmi, ma non ho l’abilità di farmi ascoltare.
Il risultato è che Maria slega i cani, li fa rientrare nel recinto e si rintana in casa chiudendo la porta, noncurante di me.
Bene, sono nel bel mezzo del niente in Lapponia, da solo e non so che fare. Così ritorno mestamente nella mia pensione un po’ amareggiato, un po’ incredulo da quanto appena accaduto. Non ho niente da mangiare, trovo l’unico negozio presente sulla strada. I prezzi sono altissimi, vorrei comprare qualcosa per non fare brutta figura, ma è tutto eccessivamente caro, così cerco di defilarmi sorridendo. Mangerò ancora i noodles in scatola venduti dalla signora della pensione.

Aurora boreale in Lapponia


Nel mio pianerottolo soffro un po’ la solitudine, ma appena fa buio esco fuori e il cielo mi regala una sorpresa insperata; no no, non un piatto di lasagna, ma la mia prima aurora boreale.
Scopro anche di non essere l’unico ospite della pensione. C’è anche un gruppo di coreani, super equipaggiati per fotografare l’evento. Una ragazza tenta di spiegarmi come usare al meglio la mia umile compatta ma rinuncia e mi invierà le sue foto.

Pensavo a come tentare di raccontare l’aurora boreale a chi non l’avesse mai vista.
Provate a chiudervi in una stanza completamente buia, accendete un condizionatore a palla per ricreare l’effetto 4D dei -20 gradi, chiudete gli occhi e immaginate milioni di stelle sopra le vostre teste. D’improvviso una scia verdastra inizia a danzare armonicamente sopra di esse e voi non vorreste mai smettere di fissarla.
Se la vostra immaginazione non si spinge cosi in là, vi consiglio di prenotare un biglietto aereo ed andarla a vedere dal vivo. Ah se il giochetto non funziona non sarete rimborsati, né per il tempo speso, né per l’energia del condizionatore, né per il biglietto aereo.

10 Marzo

La meravigliosa aurora boreale della notte scorsa ha sciolto anche il cuore di Maria e, appena sveglio, trovo un suo messaggio sul telefono che mi dice di tornare per fare il giro con gli husky interrotto ieri. Sono un po’ preoccupato, penso sia un trappola, ma decido lo stesso di andare.
Maria mi ha perdonato, ma questa volta mi fa sedere nella slitta, al posto del passeggero.
La coperta di pelle di renna mi tiene al caldo e fermo, impedendomi di fare altri danni.
Tutti i malintesi di ieri sono dimenticati e ci godiamo il nostro giro con quei cagnoloni a trainarci. Maria mi porta a spasso per una mezz’oretta e, al termine, davanti ad un bel caffè, promette di inviarmi le coordinate della posizione più a nord da me raggiunta.
Ci salutiamo, Maria chiude la porta..questa volta pacatamente. Torno alla pensione contento di aver concluso anche questa avventura.

11 marzo

Altro autobus ‘Matkahuolto’, questa volta verso sud. Mi fermo ad Inari, comune situato sull’omonimo lago. Il viaggio dura solo una mezz’oretta.
La prima tappa è il museo della cultura Sami; al mattino sono ancora attivo e pieno di energie ed è meglio approfittarne.
I sami sono la popolazione indigena di circa 75000 abitanti della Lapponia, nomadi fino al 1950 circa, quando iniziarono a stanziarsi formando i primi agglomerati urbani.

Nel pomeriggio invece mi incontro con Johanna, altra ragazza conosciuta tramite couchsurfing, che mi ospiterà per la notte. Ha appena finito il turno al negozio di souvenir dove lavora e andiamo a mangiare una pizza prima di rincasare. Si, la mia seconda pizza in Finlandia, ma questa volta la variante è la carne di renna come topping.
Anche Johanna, come Jukka, abitava in città, ad Helsinki, e si è “ritirata” in Lapponia per una vita più tranquilla.
Il posto dove stiamo mangiando è un tipico bar finlandese, con un mega schermo collegato ad un videogame di hockey. Sarei tentato dal provare una partita, ma Johanna mi sembra stanca ed evito.

L’appartamento dove andiamo l’ha preso in prestito da alcuni amici. Per fare la doccia devo andare nel sottoscala, dove si trovano anche la sauna e la lavanderia, in comune con gli altri inquilini del palazzo. Dormirò invece su un materasso sul pavimento; si rivelerà molto comodo, anche perché ormai il viaggio inizia a farsi sentire e sono stanco. Prima però Johanna mi mostra alcune foto scattate da lei nella natura che circonda Inari; è una brava fotografa. Mi regala anche dei bottoni fatti di corna di renna che potrò regalare come souvenir.

12 Marzo

Prima di prendere il bus, Johanna mi porta a fare una breve ma intensa passeggiata nel bosco che circonda Inari. La natura è spettacolare nonostante sia tutto innevato. Incrociamo diverse piccole aree per il campeggio.

In Finlandia il campeggio libero non solo è acconsentito, ma è anche incentivato; chiunque può godere della natura, quindi, di tanto in tanto, lungo i sentieri, si trovano piccoli rifugi dedicati, muniti anche di una brace.

Infine attraversiamo un piccolo ponte sospeso su un fiume ghiacciato.



E’ tempo di ripartire, la capitale della Lapponia finlandese, Rovaniemi, mi aspetta per essere esplorata definitivamente dopo il piccolo assaggio al mio arrivo qualche giorno fa; mi sembra essere passata un’infinità.
Altro giro, altro pernottamento gratuito con couchsurfing. Ad accogliermi alla fermata, con una bicicletta, c’è Anna, studentessa russa. Rovaniemi è anche sede di una importante università. Parecchi studenti dall’estero, infatti, decidono di venire in erasmus qui, sfidando il freddo.
Siamo coetanei e, dopo un primo periodo di conoscenza, entriamo in sintonia e in serata siamo già buoni amici.

13 Marzo: la casa di Babbo Natale in Lapponia

Anna me l’ha sconsigliato, ma una visita non posso non farla. A Rovaniemi si trova la casa del vero Santa Claus. Così, dopo essermi recato al supermecato per qualche scorta di cibo e lasciato una ciambella sulla tavola ad Anna, che ancora dorme, mi dirigo verso la fermata del bus numero 8 che mi porterà al villaggio di Babbo Natale.

Anna aveva ragione; è solo un agglomerato commerciale, tutto è volto a far spendere quanti più soldi possibile.
C’è una galleria piena di negozi e, tutt’attorno, è possibile prenotare varie gite, con motoslitte, renne, cavalli o husky e tutto costa carissimo.
C’è da dire, però, che il complesso sorge sulla linea del circolo polare artico ed è quindi possibile scattare una foto commemorativa gratuitamente. Inoltre acquistando qualche cartolina per pochi soldi, la si può spedire dall’ufficio postale di Babbo Natale, dove verranno affrancate con il timbro speciale del circolo polare.

Mi preparo ad entrare nella dimora del nostro vecchio caro amico di rosso vestito. Il percorso per arrivarci è ben fatto; ogni dettaglio è studiato nei minimi particolari e con un approccio propositivo potresti anche pensare che quel laboratorio sia vero. Gli attori che interpretano gli elfi, oltre a possedere buone doti recitative, sono molto preparati anche sotto l’aspetto linguistico e geografico.

Finalmente, dopo una fila contenuta, eccoci arrivare all’uscio della porta del “capo”.
Gli elfi scatteranno una fotografia, che potrai ritirare, poi, alla modica cifra di quaranta euro circa, e l’incontro sarà trasmesso in diretta video sul sito internet dedicato. Prima che giunga il mio turno aguzzo la mente per cercare di capire come avere la foto risparmiando quei soldi, continuando sulla linea low-cost il mio viaggio in Lapponia. La soluzione passa attraverso gli screenshoot dello smartphone.
Non potendo portare il telefonino all’incontro, tento prima inutilmente di convincere un gruppo di giapponesi dietro di me (troppo ingenui per capire tale diavoleria) e poi contatto i miei amici in Italia chiedendogli di assistere allo spettacolo sul sito e fare qualche screenshoot. Esito positivo, avrò la mia foto ricordo a costo zero.
Santa Claus da vicino è emozionante, quella barba, quei vestiti, quella presenza. Facciamo una lunga chiacchierata, in fondo è dai tempi dell’asilo che non ci vediamo, e alla fine lo convinco anche a farmi lasciare un autografo per la mia cuginetta. Cosa vuoi di più? Industria del business incassa e porta a casa, sono riuscito a fregarti.

L’incontro è stato divertente, sono soddisfatto e, affamato, mi dirigo verso il centro di Rovaniemi per mangiare al McDonalds più a nord del mondo, dove, insieme al pranzo, su richiesta, ti regalano anche una cartolina celebrativa.
Il pomeriggio lo dedico ad un giro esplorativo della città. Entro in un negozio di souvenir e, in seguito a una mia domanda, forse, inizio una conversazione con la gentile signora proprietaria dell’attività. Alla fine ‘usciamo a parenti’ come si direbbe dalle mie parti. La signora conosce Jukka e il padre, della fattoria a Lohiniva. Le confido di essermi innamorato della Lapponia e lei a sua volta di volere andare in pensione, proponendomi di acquistare il suo negozio. La ringrazio rispondendole che sarebbe bello, ma, quando esco, ho acquistato solo qualche piccolo souvenir e non l’intera attività.

14 Marzo

Il bus che mi riporterà ad Helsinki parte alle 5.45 di mattina. Lascio casa che Anna dorme, ci siamo già salutati, fuori è buio e sono triste, conscio che il viaggio volge al termine.
Alla fermata mi accorgo della presenza di un ragazzo con tratti italiani. Mi avvicino e scopro che i miei sospetti sono fondati. Davide è un ragazzo emigrato in Lapponia, dove ormai vive con la famiglia. Sta tornando in Italia per un breve periodo. Condividiamo il viaggio. Questa volta il bus è pieno e abbiamo poco spazio; le nove ore di viaggio si fanno sentire tutte. Inoltre la compagnia italiana, seppur gradita, riporta la mia mente già a casa, dopo giorni di spensieratezza.
Quando mi congedo affettuosamente con Davide lui si offre di ospitarmi nel mio prossimo viaggio in Lapponia; è l’ennesimo, speriamo.

Il mio volo parte l’indomani mattina presto e sono indeciso fino all’ultimo se dormire in aeroporto e risparmiare i soldi del pernottamento o meno. Alla fine trovo una economica stanza poco fuori Helsinki su Airbnb a 10€. La ragazza con cui interloquisco via messaggio, mi dà appuntamento con un suo amico, inquilino dell’appartamento dove andrò, all’interno della stazione centrale dei treni di Helsinki; come farò a riconoscere un ragazzo, che non conosco, all’interno di un luogo così grande e affollato? Lei mi dice di non preoccuparmi e in effetti, alla fine, mi viene incontro questo ragazzo altissimo con dei capelli ricci lunghissimi.
E’ un tipo molto alla mano e trascorriamo il tempo in treno discutendo. Io gli parlo del mio viaggio appena concluso, e lui di quando prendeva treni in India, con gente stivata anche nelle cappelliere. Ho capito che non importa quanto tu ti senta figo, incontrerai sempre qualcuno più figo di te.
Arriviamo a casa, è molto bella, su tre piani, ma soprattutto è abitata da persone meravigliose e interessanti. Sono tutti ragazzi, più o meno giovani e dividono la casa e le spese; c’è anche una bimba di pochi anni figlia di uno di loro. L’ambiente è molto familiare, ci intratteniamo con una tisana e mi sento a casa, nonostante sia appena arrivato e tra un po’ andrò via. E’ il leitmotiv di questo viaggio che sembra non voler finire mai. Vado a letto, potrò dormire poche ore ma mi sento benissimo.

15 Marzo: fine del mio viaggio in Lapponia

Non ho difficoltà, nel buio, a ricordarmi la strada che porta dalla casa alla stazione, e quindi prendere il treno per l’aeroporto. Mi imbarco.
Ora ho il tempo di assimilare tutte le incredibili esperienze vissute in questi dodici giorni. Dal finestrino il cielo mi regala l’ultimo spettacolo di questo meraviglioso viaggio. Kiitos Suomi

Il racconto del mio viaggio in Lapponia è terminato. La risposta al dilemma iniziale, riguardo al primato per la felicità attribuito ai finlandesi, è: “Non so, decidete voi”. Posso dirvi però di essermi sentito davvero felice durante il mio soggiorno in Finlandia, spendendo pochissimi soldi. Mi sembra una buona base da cui iniziare un ragionamento.

Sperando che questa lettura vi abbia divertito ed ispirato i vostri prossimi viaggi, vorrei ringraziare i pochi, stoici lettori arrivati fino in fondo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...